dalle Cronache di DreamALOT


anno 14°, mese 3°, 21° giorno

Al Popolo Tutto

Mi è servito tempo per capire. Molto. Indubbiamente troppo. Sono rimasta immobile, sono rimasta lontana, pur detentrice di un potere che forse, in minima parte, avrebbe potuto aiutare. Immobile, tormentata dal dubbio di poter sbagliare ancora soprattutto perché degli sbagli precedenti non avevo ancora capito le cause. Chiedo scusa al Popolo del tempo presente e al Popolo del tempo passato. A qualsiasi nato, vissuto, e morto, a qualsiasi anima che dall'Ade, dagli Inferi o dai Paradisi di Solarya ha dovuto assistere allo scempio di cui, in buona parte, sono stata fautrice. Non ho saputo proteggere ciò che mi era stato lasciato: cambiavano le Rivelazioni, i Dogmi, i Luoghi. Cambiavano i Segreti e le Verità, finanche la Dea stessa nella sua interpretazione mortale. Ci siamo chiusi al diverso, abbiamo sfidato l'opposto e intanto mi sfuggiva che la sfida, la vera sfida, è sempre stata quella di rimanere identici a sé stessi: Fedeli nella Fede, nonostante il mutamento. Fedeli nell'Amore. Fedeli nel Perdono. A braccia aperte e senza i pugni chiusi. Ho lasciato che vincesse la confusione, che i fratelli e le sorelle si dividessero, che alle genti arrivasse il sentore d'essere in balia d'una Dea mutevole e incostante, lontana, rigida, meno madre dell'ultima delle madri. E così la Falce di Luna si è nascosta fra le nuvole, i Triskeli si sono spezzati e molti hanno iniziato a far conto su sé stessi, pensando che forse il Bene esiste, ma non è per tutti. Vi chiedo scusa perché ho lasciato che tutto cambiasse senza provare ad impedirlo. Non posso sapere cosa sarebbe stato se avessi agito diversamente, guidando il Culto della Madre secondo diverso giudizio, ma in tutti i casi mi sento responsabile e sento il dovere di fare ammenda. Dovrò ricominciare dal nulla, perché nulla conosco e la prima regola per Amare è Ascoltare. Ho bisogno dei Vostri racconti, di conoscere Vostri ideali, di guardare il mondo di oggi con i Vostri occhi e per ogni ferita,per ogni paura, per ogni lacrima o sorriso che riuscirete a mostrarmi la mia gratitudine sarà infinita. Quel che posso offrire in cambio non è che una piccola scintilla di Luce, quella che Themis, nella Sua infinita misericordia, ancora mi dona. Cercatemi se volete e la mia casa sarà ovunque vorrete che sia. Selyn Ithil Valinhor L'Ultimo Sommo Chierico [Viene apposta una nota in calce, postuma] Per mera stanchezza ho commesso un errore d'espressione, naturalmente intendevo riferirmi, fra gli altri, al Regno del Dio Ade, l'Oltretomba. Mi scuso con quanti fra i credenti potranno ricavar fastidio dalla mia imprecisione. S.

Selyn


anno 14°, mese 2°, 19° giorno

Il pettegolo e la Comare - La rivincita del pettegolezzo

In memoria di Brace e di tutti coloro che ci hanno lasciato o sono rimasti feriti combattendo contro Inanis. Questa sarà un’edizione particolare del Pettegolo, non perché rinunciamo alla consueta ironia ma perché è l’ora di portare le risate su un altro piano, in tutti i sensi. Gli eventi di questi giorni hanno messo a dura prova le terre del Sogno, ma noi siamo ancora qui, a ricordarvi che possiamo ancora ridere e soprattutto che una risata li seppellirà – speriamo. Buona lettura! L’irritazione Mai vista tanta polvere, ve lo dico io. E ne ho spazzate di case e di tende. Voglio dire, il campo era vicino al deserto ed alle cave, volete che non riconosca della polvere quando la vedo? Ma mai come questa. Perciò vi dico io com’è andata. Me li immagino, là nella loro bella nave, con un’infestazione di polvere. Una di quelle serie; polvere che si sono presi da chissà dove, di quella che ti resta incollata alle mutande e ti fa prudere dappertutto. Insomma, più cercavano di liberarsene più non riuscivano e più si incacchiavano. Li avete visti come sono nervosi, no? Perciò che fanno? Invece di rovesciarla nel deserto, dove avrebbe tutto il senso di stare, beh, si inventano una storia di quelle clamorose. Tipo che vogliono un uovo dorato o qualcosa del genere, come un qualsiasi bullo del quartiere. Ma secondo me era tutta una scusa per sfogare la loro irritazione, che se chiedevano a mio cugino Rino gli dava una cremina di quelle che ti aggiustano pure i porri, per gli dei. Invece ci costringono a scappare a gambe levate, ci distruggono il campo e ci rovesciano sopra quella porcheria. Date retta a me: possono aver distrutto tutto per liberarsi del marciume, ma state tranquilli che il c*lo sporco gli resta lo stesso. La lavandaia Chi l’ha visto – 2 Qui gatta ci cova. Certo, è un po’ difficile che covi su un albero, ma tant’è, è un periodo strano. C’è chi cerca brava gente, come se fossimo tutti diventati dei mascalzoni, e chi cerca alberi in mezzo alla foresta; che poi sarebbe un po’come cercare una cripta al cimitero – a proposito, dicono che ce ne siano di splendide a Nord, per chi ama il genere - o magari un cappello sulla testa di una strega. Che poi io sarei curiosa di sentire cosa hanno da dire, voi no? I nomi, li avete sentiti? Tipo Scintilla, Marea, Levante e robe così evocano qualcosa, non pensate male, io c’ho una certa età e certe cose con mio marito non le facciamo più. Loro invece si circondano di baldi giovini –che ai miei tempi non erano così virili – che dovreste vederli: farebbero scintillare gli occhi anche ad un cieco, vorrà dire qualcosa? Qui gatta ci cova, ve lo dico io, sento puzza… ah no, quelle erano le scarpe vecchie di mio marito, non le cambia da 50 anni. Dicevo? Ah, sì, per non parlare di certi un po’ più datati, tipo quell’Eloisius lì, non sembra niente male. Farebbe proprio al caso mio, lasciatemelo dire. Speriamo mi passi sotto i denti… Vecchia Lìa Boati molesti Non mi fate parlare!! Già vedo ogni giorno gente diversa, che mi scombina le foglie, mi cade nelle trappole e manco si accorge che mi schiaccia le ghiande. Non è più una foresta come si deve, dico io. Poi c’è pure quel tizio lì, con i suoi rumori molesti. Dicono sia un cacciatore di taglie. Bha! Mi sembra che finora abbia preso meno di mio nonno Arturo che pescava con una sua invenzione, invece che con un amo e l’unica cosa che sia mai riuscito a raccattare è un vecchio ramo secco con una famiglia di castori (che si sono pure incazzati). Che poi lo vedo farsi inseguire, più che cacciare, bha. Sarà una tattica moderna, ma se date retta a me, le vecchie e sane trappole sono la cosa migliore. Che poi fa certi rumori molesti, dei boati… dovreste sentirlo! La mia flatulenza notturna – di cui vado piuttosto fiero (vi siete mai domandati perché i barbagianni abbiano quegli occhi spalancati?) – non è niente in confronto a certi botti che ho sentito, qui mi tolgono il primato, per Gaia! Se dà retta a me dovrebbe andare a cacciare quel che vuole fuori dalle pigne. Non fatemi dire altro! Gnomo anonimo E anche per questa volta è tutto dalla redazione de “Il Pettegolo e la Comare”. Nonostante i prossimi possiate sempre essere voi, vi lasciamo con un nuovo motto, considerate le circostanze siamo certi che chiunque potrà apprezzare la finezza di una citazione colta. " …che cerchi un Dorato, una Strega, un Mago o un Duca, si alzi forte e chiaro un grido: ora e sempre Inanis s**a."

Ruhani


anno 14°, mese 2°, 16° giorno

Il Grande Albero

Dov'è finito il Grande Albero? Chi se lo è fregato? Mamma Gaia sarà furibonda. E io anche. Avevo li la mia scorta di Biscotti. Se vi becco vi mordo le recchie Elfastrigambelunghemangiabi
scotti Chi sa qualcosa mi trova nella Foresta. Dalle parti del Nemeton. Scheggia

chibo