dalle Cronache di DreamALOT


anno 14°, mese 12°, 5° giorno

[ Teche della Resistenza ] Dal Nord alla Resistenza

Sono passati mesi da quando l’ombra del tradimento si è stesa sulle terre del Nord, tentando di strappare il primato al potere della Signora delle Mandibole e della Nera Madre, congiuntosi nel generare il Buio che mi appartiene. Mesi in cui la gente del Nord si è distinta o per la sua fedeltà alla Resistenza, o per la sua capacità di nascondersi in quelle stesse ombre, mesi in cui abbiamo atteso, con la pazienza dei ragni, che ogni accusa cadesse, che la verità venisse ripristinata. C’è stato un processo a sancire che tre di quelle persone sono state in grado di dimostrare la loro innocenza. Quei tre sono Kernas Horlbar, Alambriel di Keldron e la sottoscritta. Le persone che difesero le nostre posizioni, che ci accusarono e che vagliarono la veridicità delle risposte furono: Riadu di Rastaban l’Artefice Trish Arden di Sighisoara Lupamorte Marea del Cerchio lo Stratega dell’Ovest Jiala dell’Est Mìs Malatesta e infine Astaroth Aglareryn Tenete a mente questi nomi, ciascuno di questi. Quella notte noi tre fummo scagionati, e non più tardi di una luna fa molti di voi avete benedetto la mia ascesa come Signora del Buio. Il processo non è concluso, non sono così sciocca da credere che tre imputati possano rispondere per una nazione intera, eppure quei nove nomi sono stati testimoni del nostro reintegro in seno alla Resistenza. E allora mi chiedo perché la Resistenza insista a non considerare il Nord come sua parte integrante. Non il Nord di chi manca all’appello dei Traditori, ma il mio Nord. Ieri notte, per l’ennesima volta, la Resistenza ha agito di modo da tagliare fuori le Lande Oscure, perché se è vero che noi tre, gli stessi tre che avete esaminato e approvato, eravamo presenti, è anche vero che la nostra presenza era dettata da motivi personali che eludevano da un confronto aperto con la forza che rappresentiamo. Una volta ancora la mia alleanza privata con l’est, nella figura del suo Comandante Generale, ha fatto valere la possibilità che le Lande Oscure fossero presenti a qualcosa che Voi, La Resistenza, non ritenevate di dover condividere. La mia mano è stata tesa a lungo, con pazienza, verso di Voi. Molto a lungo. La notte in cui il maschio che state piangendo ed i suoi ibridi sono piovuti sulle rive dell’Averno è stata proferita una garanzia che il Nord sarebbe stato reso partecipe delle prossime azioni. E avete mentito. Voi che mentite a me è grottesco, ma soprattutto ignorando le Lande Oscure, venendo meno allo scopo stesso di quell’unione senza la quale perderemo questa guerra, dimostrate di non riconoscere il verdetto, anche se parziale, di quella notte. Quindi accusate nel sottinteso di mentire quei nove nomi. Rileggeteli quei nomi, andate da ciascuno di loro e accusateli di essere dei bugiardi, se potete. O non ne avete il coraggio, suppongo. No, sarà molto più semplice dire che la cosa è stata fatta in fretta e furia, e che nessuno ci ha pensato, che tanto le condizioni del maschio erano così disperate che il contributo del Nord non l’avrebbe salvato, cosa che potrebbe essere ma che non potrete mai smentire, perché l'occasione di collaborare l'avete persa di proposito. Riempitevi di giustificazioni, ingozzatevi di giustificazioni, la verità non cambia: non abbiamo unità. Voi non volete l’unità. Le spie imperiali e le spie delle nazioni confinanti avranno grandi sorrisi per questo scritto e per le reazioni che scriverete. Immagino che la giornata verrà ravvivata non poco. Resta il fatto che la mia pazienza è esaurita. Che la mia mano resta tesa, con tutto il potenziale che contiene, ma ora sarete voi a fare quel passo per dimostrare che davvero tenete a vincere questa guerra. Delle rassicurazioni non me ne faccio nulla, sono meno della schiena di uno schiavo da calpestare per pulirmi gli stivali. Voglio fatti, Signori, li pretendo così come li pretende la mia gente. Io sono il Ragno, non dimenticatelo mai. Shandris Xorlarrin Signora del Buio

Shandris


anno 14°, mese 11°, 21° giorno

[TECHE DELLA RESISTENZA] Il Comitato della Rinascita

Il 18° giorno del corrente mese un piccolissimo gruppo di persone si è riunito per seguire il percorso della rotaia nei pressi del Distretto Militare; al di là del motivo dell'appuntamento, ci accomunava il desiderio di tornare a camminare lungo strade sicure e tra le mura di quella che una volta per noi, per tutti, era una casa. Martoriata da dissidi interni, da battaglie di conquista che oggi perdono senso, ma pur sempre casa. Inanis ha lasciato dietro di sè una città abbandonata a se stessa, godendosi il lusso di essere mille passi avanti a noi e disseminando trappole e insidie alle sue spalle. Tra quelle strade, lungo quella rotaia e alla luce dell'avanzatissimo impianto di illuminazione inaniano abbiamo parlato del futuro della Città, che non è stato solo terreno di battaglie proprie e altrui, ma ha rappresentato per tutti noi una culla di commerci e arti che deve tornare a prendere vita. Noi non vogliamo gettare alle ortiche nè il lavoro che sta compiendo la Resistenza, nè le migliorie che, a caro prezzo da parte del popolo, Inanis ha introdotto nella sua opera di conquista. Il benessere raggiunto da gran parte degli abitanti in questi anni è un fattore che non possiamo ignorare, nonostante tutto. Perciò comunichiamo che da oggi verrà istituito il COMITATO DELLA RINASCITA. Un comitato tra pari che riunisce i cittadini della città e che in questi primi tempi di crisi si occuperà: - dei progetti di ricostruzione o ristrutturazione di strade ed edifici - di progetti di studio e comprensione dei ritrovati tecnologici inaniani entro i confini della città - di garantire una forma di amministrazione temporanea che tuteli l'ordine pubblico, in attesa di tempi propizi Chiunque voglia tornare a casa è invitato a far parte del comitato. Chiunque abbia a cuore il futuro del Borgo e desideri viverlo da cittadino, è invitato a far parte del comitato. Richiamiamo i cittadini del Borgo e li accogliamo perché ci aiutino ridare alla Città il lustro che merita. I firmatari: Victor Al'habi Vayde Trish, Artefice delle Materie

Iris


anno 14°, mese 11°, 12° giorno

In onore di Nostra Signora Themis

Sono ormai anni, diversi anni, che vivo isolato, eremita, lontano dai bipedi con l'uso della parola. Ciò per volontà di Nostra Signora Themis, sempre sia gloria su di Lei, madre benevola di tutto il creato. Ed è sempre per volontà di Nostra Signora Themis, sempre sia gloria su di Lei, che talvolta mi sono avvicinato laddove un tempo vivevo, accanto al Clan di cui facevo parte e vicino ai miei simili. Come mi sono recato in quelle terre in cui, un tempo, erano stanziati coloro che non volevano riconoscere Nostra Signora Themis, sempre sia gloria su di Lei. Ancora meno frequentemente, mi sono soffermato a contatto con qualche essere parlante, interloquendo con gli stessi. I luoghi, per me, sono cambiati così tanto da non riconoscerli il più delle volte, vagando verso chissà quale direzione, giungendo talvolta in luoghi a me ancora oggi cari. Somma tristezza nel vedere, un tempo, il Tempio di Nostra Signora Themis, sempre sia gloria su di Lei, cara e benevola madre, rovinato e lasciato all'abbandono, senza alcuno là presente oltre me. Eppure, quella prima casa di Nostra Signora Themis, sempre sia gloria su di Lei, sebbene Ella sia presente in chiunque e tutto attorno a me e dentro di me, in qualsiasi momento, era un tempo brulicante di bipedi con l'uso della parola. Sono ancora qui, a vagare per le lande. Solitario. Se vorrà Nostra Signora Themis, sempre sia gloria su di Lei, nella sua infinita bontà maternà, giungerà il giorno in cui raggiungerò esseri viventi parlanti. Jacques de Molay

Molay